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La ricerca scientifica sulla MT
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La
ricerca scientifica sulla Meditazione Trascendentale è
l’insieme di ricerche più ampio e più esauriente mai effettuato
su qualsiasi programma di sviluppo del potenziale umano. Negli ultimi
25 anni sono state completate più di 500
ricerche scientifiche sugli effetti fisiologici, psicologici, sociologici
ed ecologici della Meditazione Trascendentale e del Programma di
MT-Sidhi di Maharishi. Gli studi sono stati effettuati presso 200
università ed istituti di ricerca indipendenti di 33 nazioni.
Articoli sono stati pubblicati su più di 100 riviste scientifiche
. Tutti questi articoli sono stati raccolti nei sei volumi di Scientific
Research on Maharishi's Transcendental Meditation and TM-Sidhi Program.
I risultati di ogni area studiata sono stati replicati numerose volte
e alcune meta analisi hanno messo in evidenza l’alto grado di affidabilità
dei risultati. Un altro elemento che garantisce l’affidabilità
dei risultatati è il fatto che questi sono confermati da molti
tipi diversi di misurazioni fisiologiche, psicologiche e sociologiche.
Il fatto che la MT riduce lo stress, ad esempio, è confermato
dai cambiamenti fisiologici quali la diminuzione del cortisolo (il principale
ormone dello stress), dalla diminuzione della tensione muscolare, dalla
normalizzazione della pressione del sangue, dall’aumento della stabilità
autonomica e dall’aumento della coerenza elettroencefalografica. Allo
stesso tempo anche numerosi cambiamenti psicologici indicano una diminuzione
dello stress: la diminuzione dell’ansia e della depressione, della sindrome
da stress post traumatico e l’aumento dell’autorealizzazione. La diminuzione
dello stress è dimostrata anche dai cambiamenti sociologici,
quali la diminuzione dell’ostilità, la crescita dell’armonia
in famiglia e la diminuzione del comportamento criminale dei carcerati.
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La ricerca dimostra che la MT è il metodo di sviluppo del potenziale umano più efficace |
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Negli ultimi anni sono stati effettuati diversi studi che mettevano a confronto i risultati ottenuti con la Meditazione Trascendentale con quelli ottenuti attraverso altre tecniche di meditazione o di rilassamento. Queste meta analisi hanno dimostrato che i risultati ottenuti con la MT sono da due a quattro volte superiori rispetto a quelli ottenuti con le altre tecniche. Una meta analisi statistica di 146 ricerche pubblicate indipendentemente dimostra che fra tutte le tecniche utilizate per la riduzione dell'ansia di cui esistono studi scientifici pubblicati, la Meditazione Trascendentale è risultata la più efficace (Journal of Clinical Psychology, 45, 1989, 957). Una seconda meta analisi (Journal of Social Behavior and Personality, 6, 1991, 957) dimostra che tra tutti i programmi per ottimizzare la salute mentale verificati scientificamente, quello di MT è risultato il più efficace. |
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Alcune ricerche sulla MT pubblicate di recente
MT
e riduzione dell’ipertensione
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La
riduzione della pressione del sangue prodotta dalla Meditazione Trascendentale
di Maharishi è pari a quella normalmente prodotta dai farmaci,
doppia rispetto a quella prodotta dal rilassamento muscolare progressivo
e e circa sette volte maggiore di quella prodotta dal cambiamento di
dieta e dagli esercizi fisici. Questa è la conclusione alla quale
è giunto uno studio del West Oakland Health Center, (USA) pubblicato
nel numero di novembre 95 di Hypertension. Questo studio dimostra che
la semplice riduzione dello stress può tenere sotto controllo
la pressione del sangue, evitando gli effetti collaterali negativi quali
nausea, sonnolenza, depressione o un tasso di colesterolo troppo elevato,
spesso associati alle terapie contro questo disturbo. L’Istituto Nazionale
della Sanità americano ha concesso al West Oakland Health Center
1.400.000 dollari per proseguire lo studio e valutare gli effetti a
lungo termine di queste tecniche. Meditazione
Trascendentale e riduzione delle malattie cardiovascolari - Uno
studio pubblicato dal numero di maggio 96 dell’American Journal of Cardiology
mostra che la tecnica di MT riduce l’ischemia miocardica indotta
dall’esercizio fisico nelle persone che soffrono di malattie cardiovascolari.
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